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Avis Romano di Lombardia

Donare con una malattia autoimmune: in alcuni casi si può

Noi di Avis Romano abbiamo voluto intervistare la nostra avisina Paola, perché ha una storia che potrebbe essere d’ispirazione per altri aspiranti donatori: ha scoperto di poter donare anche se soffre di una malattia autoimmune

Come hai deciso di diventare donatrice?

Il mio desiderio di far parte dell’AVIS è partito dal fatto che, quando sono nata, una donazione di sangue ha salvato la vita a mia mamma, e quando l’ho saputo, già da bambina, sognavo di poter aiutare altre persone come ha fatto chi ha soccorso lei.

Com’è andata la prima volta che ti sei rivolta all’Avis? 

Io ho aiutato in Avis per tantissimi anni e mi sono trovata davvero bene, ho incontrato persone ottime. Poi c’è stata questa mia spinta a voler donare, oltre ad aiutare, e ho cercato informazioni anche grazie all’associazione. 

Quando sei entrata a far parte dell’AVIS ti era stato detto che non potevi donare?

All’inizio mi era stato detto che non potevo donare, ma era stato molti anni fa. 

Poi però mi hanno avvisata che era cambiato qualcosa nei protocolli e mi è stata data la possibilità di capire se fosse fattibile. Io ho una malattia autoimmune: un ipotiroidismo con morbo di hashimoto, e quando mi sono rivolta all’associazione e ai medici abbiamo prenotato una visita insieme a tutte le analisi utili. La mia situazione medica è stabile da circa 20 anni. La risposta è stata positiva!

Come è andata, come sono state le donazioni? Sei stata bene?

Io sto benissimo quando dono, anzi, sto meglio di quando non dono! Il medico che mi ha seguita è rimasto stupito di questa cosa, perché avendo una malattia autoimmune non dovrei stare così bene… mi ha detto: “Non sarai un’eccezione, probabilmente tantissime altre persone pensano, avendo una malattia autoimmune, di star male con la donazione invece è successo il contrario”. L’idea iniziale era che donassi solo il plasma, invece anche con il sangue è andato tutto bene.

Che messaggio vuoi lasciare a chi leggerà questa intervista?

Di provare comunque a chiedere, informarsi, se si vuole veramente questa cosa.

Anche perché i medici mi hanno richiesto una serie di esami, cardiogramma, visita da un’endocrinologa… sono stati molto attenti e premurosi. 

Nel giro di 15 giorni sono riuscita a fare la prima donazione e sono stata felicissima, ne ho già fatte quattro. Alla fine ti trovi veramente molto soddisfatta di quello che riesci a realizzare per gli altri. In Italia abbiamo tanto bisogno di sangue e di plasma, quindi il mio racconto è anche un invito ad informarsi tramite l’AVIS.

Ringraziamo tantissimo Paola. Abbiamo ritenuto importante raccontarvi questa vicenda perché speriamo che molti di voi che hanno il desiderio di donare, ma sono indecisi, vedano la sua determinazione come un esempio a lieto fine, sentendo anche quanto è importante che ci siano persone che riconoscono il valore delle donazioni.

marzo 2024 – Rosanna Grasselli